Come ogni rivista, anche Talkink possiede dei criteri di pubblicazione e, in quanto tale, è soggetta all'approvazione del proprio editore per ciò che attiene una parte del materiale da pubblicare. Si tratta principalmente di scelte riguardanti la linea grafica, che non i contenuti, i quali sono infatti assolutamente liberi e a discrezione della redazione. Ma poiché anche le piccole case editrici hanno (per l'appunto) le loro regole, per un'improvvisa decisione del nostro editore ecco qui la nuova copertina di questo numero della nuova serie. Per quanto bella e ben realizzata professionalmente, la precedente appariva purtroppo piuttosto realistica nella colorazione e un po' distante dal precedente layout delle altre copertine, le quali hanno avuto fino ad oggi, per scelta, una colorazione più cartoonistica. Ecco quindi, in bella mostra, la nuova cover realizzata dal nostro direttore editoriale, alias Fabrizio Malerba. Il soggetto rappresentato è sempre Onyria, in un contesto altrettanto simbolico e fiabesco, in cui il tempo appare immobile e magico, proprio come i dolmen e i menhir dell'esoterica Stonhenge.
Un saluto a tutti: partiamo con un po' di informazioni relative alla rivista. Chi è stato alla fiera Lucca Comics, già avrà avuto modo di saperlo, ma per chi era assente rendiamo noto attraverso il blog, che il numero attuale di Talkink (Chronos), non è uscito per motivi tecnici, ma sarà a breve presentato in un'altra importante occasione: la XV edizione della fiera Città del Libro, la più importante (per non dire di fatto l'unica) fiera dell'editoria che si svolge nel Salento.
Autori e lettori di Talkink, vi aspettiamo quindi dal 26 al 29 novembre a Campi Salentina (LE), che per chi non lo sapesse è nota per aver dato i natali al grande Carmelo Bene.
Nel frattempo però, ci farebbe piacere segnalarvi un interessantissimo evento, il terzo e ultimo di una serie iniziata lo scorso ottobre e organizzata dalla libreria Evaluna:
(di) Sogni animati, rassegna dedicata al cinema di Miyazaki e che ha previsto la partecipazione di esperti di manga, cultura giapponese, docenti della scuola Lupiae Comix e molti altri ospiti.
L'ultima giornata, domani 3 novembre alle ore 17,00 a Lecce, si svolgerà presso il suggestivo Museo Faggiano, sito nel centro storico e sarà dedicato in esclusiva all'animazione e in particolar modo al film "Il castello di Cagliostro" (Lupin III).
Diseguito alcune notizie sui tre fantastici ospiti e i rispettivi interventi:
Andrea Dentuto
Insegna manga presso il centro di lingua e cultura giapponese Momijidi Bari, da lui diretto. Si e` diplomato nel 1992 presso l’Accademia di Belle Arti, con una tesi intitolata: Hayao Miyazaki, fumetto e animazione; in seguito ha lavorato 10 anni in Giappone come intercalatore, per la Telecom Animation Film, studio che da sempre collabora alla realizzazione di tutti i film dello Studio Ghibli. Nella Telecom, lo stesso Miyazaki ha lavorato per molti anni, realizzando opere come Il castello di Cagliostro – Lupin III. Ha inoltre lavorato, sempre in Giappone, come mangaka in alcuni importanti studi.
Di recente ha illustrato copertine e racconti per Lupo Editore.
Nel suo intervento, Andrea Dentuto ricostruirà una giornata tipo, all’interno di uno studio d’animazione giapponese, avvalendosi di materiali originali, come acetati e layout, facendo visionare storyboard e immagini.
Marco Pellitteri
È considerato, tra i sociologi dei media, il più accreditato per ciò che riguarda i fumetti, i manga e il cinema d'animazione. Suoi contributi appaiono su riviste italiane e straniere, in libri collettivi e in atti di convegni. Ha scritto quattro libri: Sense of Comics. La grafica dei cinque sensi nel fumetto (Castelvecchi, 1998); Mazinga Nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation (Castelvecchi, 1999; King Saggi, 2002; Coniglio, 2008) con cui ha vinto il premio "Franco Fossati" 2000 come miglior libro dell'anno dedicato alla saggistica su fumetto, cartoon e media; Conoscere l'animazione. Forme, linguaggi e pedagogie del cinema animato per ragazzi (Valore Scuola, 2004) e Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identità dell'immaginario giapponese (Tunué, 2008). Per le Edizioni Tunué è coordinatore scientifico del reparto saggistica e dirige le collane Lapilli e Le virgole.
Un suo saggio, dal titolo Global Media? Eroi-merce, transcultura di massa e mediatizzazione mondiale, è stato pubblicato in "Comicswood. Dizionario del cinefumetto", Vol. I (Alessandro Bottero Editore, 2003), un'opera in quattro volumi.
Ha scritto la voce "Fumetto" dell'Enciclopedia Multimediale Le Muse, De Agostini.
Il suo intervento riguarda Miyazaki inteso come «azienda», ma al tempo stesso come «filosofo/pedagogo» e a volte come «vetrina» di un Giappone che attrae.
Domenico Sicolo
Ha raccolto significative esperienze in svariati campi di applicazione del fumetto e dell’illustrazione, dalla vignetta umoristica (Campus- Class editori Milano) alla web illustration, dal fumetto (Very Strong Family– Telenorba, Cit & Ces Investighèscion-Barisera) alla scenografia, al cortometraggio. Ha vinto svariati premi per il fumetto, miglior sceneggiatura e umorismo, ha realizzato il volume I colori della libertà, assieme a sette scrittori, unendo racconto e fumetto, e il libro a fumetti, con episodi della vita di don Tonino Bello, Don Tonino a Fumetti. Ha di recente (2008) illustrato l’ultimo libro della scrittrice PulsatillaQuest'anno ti ha detto male. Lettere a Babbo Natale cestinate da lui medesimo e casualmente ritrovate, edito da Bompiani.Il suo intervento esamina le differenze di approccio, alla lettura dei fumetti e ai linguaggi visuali, in base al vissuto culturale occidentale o orientale.
Domenico è anche uno degli autori presenti sul mitico n.0 di Talkink (War). Chi ha la fortuna di averlo acquistato, ha avuto infatti modo di leggere la sua pluripremiata storia Bum. Help! Bosnia Now.
In mostra anche alcuni omaggi alle opere di Miyazaky, realizzati dagli allievi della scuola leccese di fumetto Lupiae Comix.
Un saluto a tutti e ben ritrovati.
Era da tempo che non aggiornavamo il blog di Talkink, è vero, abbiamo cercato di lasciare un po' di spazio in più ai partecipanti al nostro contest, ma è giunto ormai il momento di fare le dovute anticipazioni sul prossimo numero ormai alle porte.
Toc toc! A bussare impazienti ecco allora le novità. I nomi di rilievo sono tanti anche questa volta, quindi iniziamo a elencarli partendo proprio dalla copertina, che vede al lavoro due professionisti di alto livello: Giuseppe De Luca e Ketty Formaggio. A seguire l'intervista della nostra Angela Leucci a un (n)omone del giornalismo, legatissimo al mondo dei cartoon, di cui è ormai a dir poco parte integrante. Stiamo parlando di Vincenzo Paperica... pardon, Mollica. Tra le storie a fumetti invece, il ritorno del mitico Lele Vianello,che questa volta ci ha regalato una storia del tutto inedita e, in veste d'illustratore, il bravissimo Ned Bajalika.
Ad affiancare questi personaggi di evidente prestigio, un'ottima combriccola; sia esordienti, sia nomi già noti alle pagine di Talkink e, per elencarli tutti, proprio tutti...
Le storie a fumetti di: Agnese Alemanno, Luca Esposito, Mauro Gulma, Letizia Rizzo, Giulia Vantaggiato.
I racconti di: Matteo Mandato, Dario Mazzeo, Rudin Peshkopia, Vittorio Rainone.
Le illustrazioni di: Valentina Calvani, Mauro Gulma, Giuseppe Latanza, Fabrizio Malerba.
Le poesie di: Bruna Di Gregorio, Dario Mazzeo, Carlo Stasi.
Il tutto nell'ormai nuovo formato brossurato e con molte pagine in più.
Vi aspettiamo a Lucca, presso lo stand della Cagliostro Epress.
Procediamo con la pubblicazione dei racconti inviati su Talkink. Il seguente è un racconto di Pietro Sansò. Una buona lettura a tutti voi.
IL TEMPO CHE CI RESTA
Era primo pomeriggio quando Giovanni si precipitò nella mia stanza con furia. - Sono tornati! – mi disse. Non feci commenti. - Cosa hai fatto nell’ultima ora? – gli chiesi, mentre cercavo i pantaloni. - Sono stato giù in cucina a leggere quell’inutile rivista scientifica. Le “spugne psichiche” di Hartmann mi sembrano delle stronzate… E tu? Che cosa hai fatto, di preciso? Guardai Giovanni rassegnato. Il suo aspetto era spiritato. I voluminosi capelli neri e ricci sembravano ancora più gonfi del solito. La pelle abbronzata nascondeva a malapena un paio di marcate occhiaie. Era più alto di me di circa dieci centimetri, ma, data l’età sarebbe cresciuto ancora. - Di preciso, dici? Ho contato le pecore per riuscire a dormire, poi è arrivato uno che assomiglia a mio nipote a farmi le domande a trabocchetto! - Non mi prendere in giro, zio. Sto solo facendo la verifica - La verifica…e già! Certe volte penso che sarebbe più facile mandare a quel paese il tempo che ci resta - Non ce ne resta molto, a giudicare come vanno le cose. – I pantaloni mi sembrarono più stretti. Avevo la pancia gonfia e piena d’aria. Non è un bel particolare, ma la mia colite si stava facendo sentire - Va bene. Credo di essere pronto. Che abbiamo deciso? - Sei tu il capo – disse Giovanni. Quel giorno avevamo meno paura del solito. Io e mio nipote eravamo gli unici, in paese, ad aver conservato tutto intero il nostro tempo. I problemi erano cominciati due anni prima a casa di Riccardo. Riccardo era lo scemo del paese. Passava le sue giornate ad ascoltare senza sosta lo stesso brano dei Camaleonti, un vecchio complesso musicale italiano. Per lui, dimenticare le cose, era normale. Meno normale fu quello che accadde alla vecchia madre ed al fratello maggiore. Di botto, cominciarono a soffrire di strane amnesie. Non avevano coscienza di periodi lunghi ore o addirittura giorni. Nel corso dei mesi che seguirono, la madre si allontanò a più riprese da casa ed anche il fratello si assentò più volte, senza saper dire dove fossero stati. Fino a che non svanirono definitivamente nel nulla e Riccardo fu ricoverato dai servizi sociali in una casa di riposo. Poi fu la volta dei Mele. Questa volta, la prima a dileguarsi per ben ventiquattro ore, fu la figlia piccola. Al suo ritorno non seppe dare alcuna spiegazione, né qualcuno poté confermare di averla vista da qualche parte. Seguirono, a distanza di poche ore, brevi assenze del padre e della madre. La sorella maggiore si salvò perché viveva al nord per lavoro. L’allarme venne lanciato dopo l’inspiegabile scomparsa di tutti i componenti della famiglia in una domenica di ottobre, all’ora di pranzo. Come in un film di fantascienza, la vicina di casa aveva trovato la porta spalancata, il televisore acceso, le orecchiette ancora calde nel piatto e le posate, unte di sugo di carne, sparse sulla tovaglia. Tutti i paesani avevano una teoria sul singolare episodio. Chi ipotizzava un rapimento extraterrestre, chi un fenomeno di autocombustione, chi un sequestro dei servizi segreti o, più realisticamente, un caso di “lupara bianca”. Gran parte della popolazione di Funicello cominciò allora a sparire e ricomparire a fasi alterne. All’epoca vivevo ancora con mia moglie, divenuta ben presto vittima di quelle che tra noi chiamavamo scherzosamente “assenze ingiustificate”. Ogni volta che rientrava (poteva accadere in qualunque momento) per lei era come se mi avesse lasciato un attimo prima. Quando se ne andò per sempre non ero in casa. Poi fu terribile aspettare. Mesi e mesi senza vederla riapparire. Sussultando ad ogni passo per strada, sperando di vederla materializzarsi, cercando senza sosta un modo per farla tornare. - La trappola è pronta? – chiesi. Giovanni mi sventolò sotto il naso il suo diario. Eravamo gli ultimi paesani a decidere del proprio tempo mentre fuori dalla porta della nostra casa, la gente scompariva per periodi sempre più lunghi. Questo ci aveva messo in una posizione di vantaggio e, dopo decine di insuccessi, avevamo finalmente scoperto la causa di tutto. Giovanni aveva posizionato il televisore spento di fronte a due leggii, uno a testa. Ci preparammo, un diario per ciascuno con le pagine aperte. Il voluminoso quaderno di Giovanni contava cinquecento pagine in cui era descritto minuziosamente il tempo passato dalla sparizione dei suoi genitori a quel momento. Ogni dettaglio, ogni circostanza e situazione possibile che i genitori scomparsi avrebbero potuto generare, era stata messa nero su bianco. Un esperimento che anche io avevo condotto per mia moglie. Nel mio diario lei era vissuta malgrado l’assenza fisica. Ci scambiammo un cenno d’intesa. Sapevamo che i succhiatempo erano tornati dalla presenza delle piccole gocce di liquido scuro ai piedi dello schermo piatto della tv. - Leggi sempre. Non lasciare mai gli occhi dal diario! – ordinai – qualunque cosa succeda! Pigiai finalmente il tasto del telecomando e la televisione si accese. Cominciammo a leggere, senza interruzioni. I nostri cari prendevano vita, minuto dopo minuto. Dietro lo schermo si formarono delle bolle nere sporgenti. Le luci si abbassarono, la porta d’ingresso si spalancò e dal monitor scivolarono fuori due grossi esseri scuri, simili a ratti, con il pelo bagnato di liquame e gli occhi umani. Le creature gorgogliavano di felicità trattenuta. Fino a quando non ci sentirono leggere. Uno dei ratti aprì la bocca ed emise un suono stridulo. L’altro, con gli occhi stravolti, provò a rientrare nella tv. La spensi prima che ce la facesse. Non avevo bisogno di guardare il diario, lo conoscevo a memoria. L’importante era non fissarli negli occhi. Azionai la leva con il piede e la gabbia calò dall’alto con tutta la sua pesantezza. I succhiatempo erano in trappola, terrorizzati e convulsi, esposti al nostro racconto. La lettura andò avanti sino a notte fonda, con i succhiatempo che si restringevano e si rimpicciolivano, fino a sparire completamente. Come se si fosse rotto un sortilegio, la nostra casa si riempì di nuovo di persone care che ritrovavano il proprio tempo ed i propri ricordi. Nei giorni seguenti al nostro successo molti succhiatempo vennero snidati ed uccisi brutalmente; i pochi che riuscirono a sopravvivere fuggirono lontano. Nessun altro scomparso, però, venne più restituito a Funicello. Per impedire il ritorno delle creature tutti i televisori del paese furono distrutti per sempre. Fu in quel preciso momento, che ognuno di noi, chissà poi perché, seppe di avere di nuovo il tempo che si meritava.
Cominciamo da oggi, col pubblicare i racconti partecipanti al contest e partiamo da una storia in cui il tempo è concentrato in una particolare notte che tutti (o quasi) conosciamo abbastanza bene. Un punto di vista inusuale, quello di qualcuno che il tempo in qualche modo si presume possa o debba dominarlo e invece ne è normale vittima come chiunque.
Nel ricordare agli altri partecipanti che, per vedere pubblicato anche il proprio racconto sul blog, è necessaria autorizzazione scritta mediante email inviata alla redazione, vi lasciamo a Francesco Colucci e al suo:
SUDO' SANGUE In quest’orto degli ulivi, mai fu più cara la mia volontà. La brezza ululava tra gli ermi legni argentati, calda luna silente li abbracciava e lenti respiri consumavano l’atmosfera di quella notte. Si avvicinarono i discepoli e il maestro: “ Rimanete qui e pregate per non farvi catturare dalla tentazione”… e stettero. Poi come un fiume in cerca del suo mare si allontanò , e inginocchiatosi pregò con devozione: “ Padre chiedo troppo alla mia volontà. Uomo mi generasti, vidi colombe saltar dai tetti e raggiunger nidi di conforto nell’azzurro, tempeste d’ acqua gelida, di mari placati da te. Due folgori per vedere il tuo splendore nel mondo, per vedere il dono che mi hai concesso. Più volte le mie celesti sfere incrociarono i volti dei miserabili, ogni volta versai lacrime di gioia per loro perché è per loro il regno dei cieli. Bruciante di fuoco ebbi dal tuo spirito la forza di farti conoscere, di mostrare ai ciechi, di guarire gli storpi, di dar da bere agli assetati, di ridar vita ai tuoi figli. Alle tue creature mostrai la via per rifuggir il fuoco , li ho resi ciechi del mondo per fargli vedere il tuo regno, sordi di melodia per ascoltare la tua voce. Ho portato la spada perché nasca l’amore. E adesso…Oh…troppo duro è il mio destino. Morire dovrò e già so cosa mi attende…” E in quel momento vide una dopo l’altra affacciarsi nella mente immagini di dolore: armi di ferro bollente strusciare la morbida carne, sangue fumante sulla sabbia rovente…nessun grido. E la croce. “ Perché non voglio ciò che già so?! Sento l’atroce suono dei passi del tempo sempre più chiaro. Non due soli e non due lune attraverseranno questo cielo prima che io spiri per l’uomo. Forse la mia volontà umana, gentile di pietà, non vale un granello di questo universo? Padre, se vuoi, allontana da me questo calice…Sia fatta la tua volontà, non la mia.” Figlio mio, mai più cara fu la mia voce nella tua, e le mie lacrime divennero sudore, sudore rosso di angoscia sulla tua pelle. Sudò sangue, mio figlio. Il sangue che spaccherà la roccia , feconderà la sabbia, rinfrescherà le fiamme, pulirà l’uomo". In quel momento un angelo scese , le sue calde ali lo confortarono e il maestro ritornò dai suoi discepoli.
Salve a tutti, dopo un periodo di assenza (più che giustificata dall' aver dovuto tenere ben in vista il post del contest), ecco finalmente la proclamazione del vincitore.
Sempre per via del nostro proverbiale sadismo, temporeggeremo un poco e vi terremo con il fiato sospeso, almeno quanto qualcuno di voi ci è stato con il fiato sul collo fino a oggi ;-P Anche perché del resto è così che si fa vero? Si temporeggia, si manda in onda la pubblicità, bla bla bla bla bla.... Quindi, prima di dare il triste annuncio agli esclusi e la fantastica notizia al nostro/a (chi lo sa chi sarà) eletto/a, facciamo i doverosi ringraziamenti ai numerosi che hanno partecipato. La scelta è stata davvero ardua, come negarlo! E i contenuti di molti racconti hanno sbaragliato le nostre più fantascientifiche aspettative, eppure il vincitore doveve essere uno e solo uno. Così abbiamo pensato, per ringraziare in qualche modo tutti i partecipanti, di provvedere alla pubblicazione integrale, almeno qui sul blog, dei racconti esclusi. Ovviamente lo faremo solo per quelli di cui ci giungerà un beneplacito per iscritto, tramite email. Chi, tra i partecipanti al contest, è interessato quindi alla pubblicazione qui sul blog, si faccia pure avanti. Vi attendiamo a braccia aperte. Ah... un'ultima cosa (cattivi, siamo proprio cattivi... state sfrigolando, vero?) uno dei lavori pervenuti, pur essendoci piaciuto, era lontano dai classici criteri narrativi del racconto, per cui per una questione di correttezza ci è stato impossibile valutarlo come tale. Tuttavia, se (e sottolineiamo se) dovessimo riuscire a trovare lo spazio adeguato tra le poesie, lo inseriremo senza dubbio tra esse. Purtroppo questioni di spazio e di foliazione ci obbligano a rispettare dei limiti. In caso non fosse possibile inserirlo tra le poesie, provvederemo a pubblicare anche questa prosa sul nostro blog. Bene, adesso vi salutiamo e..... Cosa? Ah, già... volete sapere per caso il nome del vincitore e il titolo del suo racconto? Ebbene allora... rullo di tamburi, fuochi d'artificio, applausi e applausi per... Matteo Mandato e il suo L'uomo che vende il tempo. E tanto fa!
Per il prossimo numero, dal tema "il tempo", la redazione di Talkink ha deciso di indire un contest di narrativa. Per cui se volete provare a entrare tra le nostre firme, perché sapete scrivere o avete nel cassetto - è il caso di dire - da tanto "tempo", un racconto seguite il regolamento sotto indicato.
Partecipate in tanti!
TALKINK periodico di fumetti e letteratura
CONTEST DI NARRATIVA
Regolamento:
Art.1 Possono partecipare al concorso tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto il 18esimo anno di età, ovunque residenti.
Art.2 I partecipanti potranno inviare racconti editi (purché citata la fonte) o inediti, di propria produzione, aventi come tema il “Tempo” inteso in varie possibili accezioni.
Art.3 I limiti redazionali cui attenersi sono massimo 6500 battute.
Art.4 Le opere in concorso andranno inviate a Talkink esclusivamente via mail. La partecipazione al contest è gratuita.
Art.5 Le opere vanno inviate entro e non oltre il 15 luglio 2009 al seguente indirizzo:
talkink@gmail.com, comunicando anche i propri dati, in modo che l'autore sia reperibile al bisogno. Non sarà tenuto conto dei racconti inviati oltre la mezzanotte di tale giorno. I racconti saranno esaminati via via che giungeranno all'indirizzo della redazione.
Art.6 Le opere saranno valutate, a giudizio insindacabile ed inappellabile, dalla redazione.
Art.7 La redazione sceglierà una o più opere vincitrici, premiate con la pubblicazione sulla rivista (numero di novembre 2009) e una copia in omaggio. La redazione si riserva la facoltà, ove lo ritenga opportuno, di non assegnare premi.
Art. 8 I racconti non saranno restituiti.
Art. 9 La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.
Talkink si propone di intrecciare, di numero in numero e di tema in tema, le riflessioni incrociate di scrittori e fumettisti, di fondere letteratura scritta e disegnata in una pubblicazione che possa solleticare la fantasia e lo spirito critico di giovani e meno giovani, ma anche focalizzare l'attenzione sul lato emozionale del vivere, fatto di successi ed insuccessi, di sconfitte e di vittorie, di grandi gioie e grandi dolori e di tante sfumature intermedie troppo spesso messe da parte da una società che ragiona in termini binari e che insegna la ricerca del benessere prima ancora di insegnare la ricerca della felicità.